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Pasqua

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Normale Pasqua

Messaggio Da Simmy il Mer Mar 24, 2010 10:16 am

La Pasqua è una festività del calendario liturgico cristiano. Essa celebra la resurrezione di Gesù, che, secondo le Scritture, è avvenuta il terzo giorno successivo alla sua morte in croce.
La Pasqua deriva, e per certi aspetti dipende, dalla Pasqua ebraica.
Etimologia e senso


La Pasqua cristiana è in stretta relazione con quella ebraica, chiamata Pesach e celebra essenzialmente la liberazione degli Ebrei dall'Egitto grazie a Mosè. La parola ebraica Pesach significa passare oltre, tralasciare, e deriva dal racconto della Decima Piaga, in cui l'Angelo sterminatore, o angelo della Morte, vide il sangue dell'agnello del Pesach
sulle porte delle case di Israele e "passò oltre", uccidendo
solo i primogeniti maschi degli egiziani, compreso il figlio
primogenito del faraone. La Pasqua con il Cristianesimo ha perduto il
suo significato originario, venendo a connotare un "passaggio", ovvero:

Perciò, la Pasqua cristiana è detta Pasqua di
risurrezione, mentre quella ebraica è Pasqua di liberazione,
dalla schiavitù d'Egitto.
Quest'ultimo significato si ricava leggendo uno dei più importanti pensatori ebraici, Filone d’Alessandria, che nel suo De specialibus legibus ci dice che la Pasqua è il ricordo ed il ringraziamento a Dio per il passaggio del Mar Rosso,
ma che ha anche il significato allegorico di purificazione
dell’anima. Ma la Pasqua ebraica ha anche il significato di
attesa per il Messia, come ad esempio attesta il Targum Exodi, quando parla della notte di Pasqua come il ricordo delle quattro notti iscritte nel libro delle memorie: la Creazione, il Sacrificio di Isacco il Passaggio del Mar Rosso ed infine la venuta del Messia e la fine del mondo.
La Pasqua cristiana


La Pasqua è un'importante festa cristiana che ricorda la Resurrezione di Cristo.
Dal punto di vista teologico, la Pasqua odierna racchiude in se tutto il mistero cristiano: con la Passione, Cristo si è immolato per l’uomo, liberandolo dal peccato originale
e riscattando la sua natura ormai corrotta, permettendogli quindi di
passare dai vizi alla virtù; con la Resurrezione ha vinto sul
mondo e sulla morte, mostrando all’uomo il proprio destino,
cioè la resurrezione nel Giorno Finale, ma anche il risveglio alla vera vita; infine, vi è l’attesa della Parusia, la seconda venuta, che porterà a compimento le Scritture.
I cristiani hanno trasferito i significati della Pasqua ebraica nella nuova Pasqua cristiana,
seppur con significativi cambiamenti, che le hanno dato un volto nuovo.
Questo è facilmente visibile, mentre è più
complicato determinare quando ciò è avvenuto e le sue
modalità, considerando che hanno influito numerosi fattori. Il
primo di questi è sicuramente il fatto storico: Gesù
è morto in croce il giorno di Pasqua, come ci dicono i Vangeli.
Inoltre, questo evento era visto come la realizzazione di quanto era
stato profetizzato sul Messia. Ciò è più volte
ribadito nella narrazione della Passione, durante la quale i quattro
evangelisti fanno continui riferimenti all’Antico Testamento, e
successivamente negli altri libri del Nuovo Testamento, come nella prima lettera ai Corinzi, dove Paolo scrive:

« Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è resuscitato il terzo giorno secondo le Scritture »


L’accento si pone dunque sull’adempimento delle Scritture, per cui i giudeo-cristiani, seppur continuando, a festeggiare la Pasqua ebraica, dovettero immediatamente spogliarla del significato di attesa messianica,
per poi superare anche il ricordo dell’Esodo, per rivestirla di
nuovo significato, cioè la seconda venuta di Cristo ed il
ricordo della Passione e Resurrezione. Il passaggio sembra essere
chiaramente avvertito già da Paolo, quando, nella prima lettera
ai Corinzi, scrive: «Togliete via il lievito vecchio, per essere
pasta nuova, poiché siete azzimi. E infatti Cristo, nostra
Pasqua, è stato immolato! Celebriamo dunque la festa non con il
lievito vecchio, ma con azzimi di sincerità e
verità». Alla Pasqua settimanale, la domenica,
si aggiunse quindi anche la Pasqua annuale, il giorno più
importante dell’anno, celebrato dai discepoli con la
consapevolezza sempre più forte di aver istituito una festa
nuova con nuovi significati.
I diversi significati cristiani


Il significato della Pasqua arrivò molto lentamente a riempirsi dell’intero mistero cristiano, ma sin dall’inizio ebbe più accezioni. Tale pluralità inizia già nei Vangeli,
anzi, «la diversificazione più originaria della Pasqua
nasce proprio qui: nel grado e nel modo diversi con cui essi
“pasqualizzano” la vicenda di Gesù, presentandola come antica Pasqua» . Infatti, i tre sinottici “pasqualizzano” l’eucarestia, cioè vedono nella cena il momento in cui la Pasqua di Cristo sostituisce la Pasqua dei Giudei ed il ricordo della morte del Figlio sostituisce il ricordo del Passaggio, evidenziando l’immolazione mistica del cenacolo. Giovanni invece “pasqualizza” tutta la vita di Gesù, trovando continue corrispondenze tra questa e l’esodo del popolo d’Israele, ma alla fine pone l’accento sulla Passione, cioè sull’immolazione reale dell’Agnello di Dio che muore in croce e torna al Padre.
Nel Nuovo Testamento non troviamo però l’identità
tra il mysterium paschale ed il mysterium Christi, nonostante questo
sia inscindibile dalla Passione.
La Pasqua antica non comprendeva tutto il mistero cristiano, ma
abbracciava solo i punti fondamentali: «Cristo morì per i
nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è resuscitato
il terzo giorno secondo le Scritture» .
Nel primo periodo, fino almeno agli inizi del III secolo, la Pasqua
è prevalentemente cristologia, che ha un unico protagonista: non
l’uomo e neppure il Dio dell’Antico Testamento, ma il Cristo Salvatore. La Pasqua assume quindi il doppio significato commemorativo ed escatologico, commemora tutto il mistero di Cristo,
che culmina nell’evento salvifico della croce e che ridesta
l’attesa. La molteplicità di significati nasce proprio da
questo binomio, che porterà, già sotto papa Vittore I (189?-198?), alla prima crisi dell’unità cristiana.
La data del giorno di Pasqua


Data della Pasqua, 2000-2020Annocattolicesimoortodossia200020012002200320042005200620072008200920102011201220132014201520162017201820192020
23 aprile30 aprile
15 aprile
31 marzo5 maggio
20 aprile26 aprile
11 aprile
27 marzo1 maggio
16 aprile23 aprile
8 aprile
23 marzo27 aprile
12 aprile19 aprile
4 aprile
24 aprile
8 aprile15 aprile
31 marzo5 maggio
20 aprile
5 aprile12 aprile
27 marzo1 maggio
16 aprile
1 aprile8 aprile
21 aprile28 aprile
12 aprile19 aprile
La festa della Pasqua cristiana è mobile, viene fissata di anno in anno nella domenica successiva alla prima luna piena (il plenilunio) successivo all'equinozio di primavera (il 21 marzo). Questo sistema venne fissato definitivamente nel IV secolo. Nei secoli precedenti potevano esistere diversi usi locali sulla data da seguire, tutti comunque legati al calcolo della Pasqua ebraica.
In particolare alcune chiese dell'Asia seguivano la tradizione di
celebrare la pasqua nello stesso giorno degli ebrei, senza tenere conto
della domenica, e furono pertanto detti quartodecimani. Ciò diede luogo ad una disputa, detta Pasqua quartodecimana, fra la chiesa di Roma e le chiese asiatiche.
Dunque, nella Chiesa cattolica, la data della Pasqua è compresa tra il 22 marzo ed il 25 aprile. Infatti, se proprio il 21 marzo è di luna piena,
e questo giorno è sabato, sarà Pasqua il giorno dopo (22
marzo); se invece è domenica, il giorno di Pasqua sarà la
domenica successiva (28 marzo). D'altro canto, se il plenilunio succede
il 20 marzo, quello successivo si verificherà il 18 aprile, e se questo giorno fosse per caso una domenica occorrerebbe aspettare la domenica successiva, cioè il 25 aprile.
Una piccola parte della Chiesa ortodossa segue il calendario giuliano per tutte le feste mentre il resto ne ha presa solo la data dell'equinozio e quindi la data della Pasqua può variare dal 4 aprile all'8 maggio.
Storia


La Pasqua di resurrezione cristiana avviene con la visita al
sepolcro che risulterà vuoto con sorpresa dei presenti. Tutti
gli evangelisti raccontano l'episodio. I presenti erano:

  • Giovanni, 20:1: Nel giorno dopo il sabato, Maria di
    Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand'era
    ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro
    .
  • Matteo, 28:1: Passato il sabato, all'alba del primo giorno della
    settimana, Maria di Màgdala e l'altra Maria andarono a visitare
    il sepolcro
    .
  • Marco, 16:1: Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria
    di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a imbalsamare
    Gesù
    .
  • Luca, 24:10: Erano Maria di Màgdala, Giovanna e Maria di Giacomo. Anche le altre che erano insieme lo raccontarono agli apostoli.

Le 4 versioni concordano sulla presenza di un'unica persona: Maria di Magdala.
Alcune divergenze sono presenti anche in merito a quanto videro i presenti, secondo gli evangelisti:

  • Luca, 24:4: Mentre erano ancora incerte, ecco due uomini apparire vicino a loro in vesti sfolgoranti.
  • Matteo, 28:2: Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del
    Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e
    si pose a sedere su di essa
    (quindi, un angelo fuori dal sepolcro).
  • Giovanni, 20:11,12: Maria invece stava all'esterno vicino al
    sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro
    e vide due angeli in bianche vesti, seduti l'uno dalla parte del capo e
    l'altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù
    (due angeli dentro il sepolcro).
  • Marco, 16:5: Entrando nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d'una veste bianca, ed ebbero paura (un angelo dentro il sepolcro).


La liturgia



Risurrezione, olio su tavola di Matthias Grünewald.





La Pasqua è preceduta da un periodo preparatorio di astinenza e digiuno della durata di quaranta giorni, chiamato Quaresima, che ha inizio il Mercoledì delle Ceneri. L'ultima settimana del tempo di quaresima è detta Settimana Santa, periodo ricco di celebrazioni e dedicato al silenzio ed alla contemplazione. Comincia con la Domenica delle Palme, che ricorda l'ingresso di Gesù in Gerusalemme, dove fu accolto trionfalmente dalla folla che agitava in segno di saluto delle foglie di palma. Per questo motivo nelle chiese cattoliche, durante questa domenica, vengono distribuiti ai fedeli dei rametti di olivo benedetto (segno della passione di Cristo).
Gli ultimi giorni della Settimana Santa segnano la fine del tempo di Quaresima e l'inizio del Triduo Pasquale.
Durante il Giovedì Santo, di mattina, nella cattedrale si celebra la messa crismale, durante la quale il Vescovo consacra gli olii santi (crisma, olio dei catecumeni ed olio degli infermi), i quali serviranno durante tutto il corso dell'anno rispettivamente per celebrare le cresime e i battesimi, ordinare i sacerdoti e celebrare il sacramento dell'unzione degli infermi; l'Ora Nona del Giovedì Santo conclude il tempo di Quaresima, e dà inizio al Triduo Pasquale, con la Messa in Coena Domini: questa è il memoriale dell'Ultima Cena consumata da Gesù nella sua vita terrena, nella quale furono istituiti l'eucarestia e il ministero sacerdotale, e fu consegnato ai discepoli il comandamento dell'amore (Gv 13,34). Durante questa messa si svolge la tradizionale lavanda dei piedi e vengono 'legate' le campane (le campane non possono suonare dal Gloria
della messa del giovedì sera al Gloria della Veglia di Pasqua).
In questo giorno è inoltre tradizione, non certificata dalla
dottrina, compiere il cosiddetto giro "delle sette chiese" o
"sepolcri", andando ad adorare i sepolcri allestiti in sette chiese
vicine.
Il Venerdì Santo
non si celebra l'eucarestia: la liturgia è incentrata sulla
narrazione degli ultimi giorni della vita terrena di Gesù
secondo il Vangelo di Giovanni e sull'adorazione della croce, da alcuni anni in questo giorno si celebra in modo solenne la Via Crucis.
Il Sabato Santo, unico giorno dell'anno in cui non si amministra la comunione salvo come viatico, è incentrato sull'attesa della solenne veglia pasquale
che si celebra fra il tramonto del sabato e l'alba del Nuovo Giorno.
Inoltre il Sabato Santo è l'unico giorno dell'anno senza alcuna
liturgia, ed è perciò detto "aliturgico". Non soltanto
non può essere somministrata la comunione, ma non si celebra
nemmeno la messa, e di solito nelle chiese i tabernacoli sono
spalancati, e privi dell'eucarestia, che viene conservata in sacrestia.
Gli altari sono spogli, senza fiori e paramenti, e un senso di lutto
pervade tutta l'area del tempio.
Veglia di Pasqua


La Veglia pasquale si compone di quattro fasi:

Curiosità



  • In spagnolo la parola "Pascua" viene a volte usata in maniera non corretta per indicare altre festività religiose; per esempio in Cile indica il giorno della nascita di Gesù (Natale),
    quindi il giorno di Pasqua è indicato come "Domingo de
    Resurrección" ovvero "Domenica di resurrezione", mentre la
    festività viene comunemente chiamata "Semana Santa" ossia Settimana Santa.
  • La Pasqua nel Maramureș
    viene festeggiata con grande attenzione a tutti gli aspetti sacri
    legati alla vita delle famiglie religiose romene. Le donne decorano le
    pareti con tessuti cuciti a mano dai colori vivaci, abbeliscono le
    tavole con tovagliette minuziosamente lavorate, appendono alle porte
    tendine in pizzo e preparano le uova pasquali. Il pranzo pasquale viene
    preparato il giorno prima di Pasqua, e per l'occasione si preparano
    focacce decorate con trecce che il giorno dopo verranno portate a
    benedire in chiesa.In cucina si radunano le donne della famiglia che di
    generazione in generazione imparano le ricette tradizionali( la cucina
    sembra racchiudere in se una sacralità,un calore
    domestico).Tutta la famiglia partecipa a questa festa dai più
    grandi ai più piccoli(digiuno in preparazione alla Pasqua e
    preparazione delle case)conferendo a questa festa grande
    sacralità: religiosa e familiare.

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